Un particolare 1-1 tra Italia e Germania

Allo Stadio “Azteca” di Città del Messico, c’è una targa commemorativa. Fu apposta all’indomani dei Campionati del Mondo di calcio del 1970. La targa recita: “El Estadio Azteca rinde homenaje a las selecciones de Italia (4) y Alemania (3) protagonistas, en el Mundial de 1970, del PARTIDO DEL SIGLO. 17 de junio de 1970”.

Lo stadio “Azteca” rende omaggio alla partita, la semifinale dei campionati del mondo di calcio, tra Italia e Germania del 17 giugno del 1970. Quella semifinale passerà alla storia come “la partita del secolo”. Quello storico incontro si concluse con il risultato di 4-3 per gli azzurri.

Fu un susseguirsi di emozioni unico, leggendario. Italia-Germania 4-3. Rivera, il “10” del Milan, il primo calciatore italiano a vincere un pallone d’oro, segnerà il gol della vittoria degli azzurri. Italia-Germania del 1970, “La partita del secolo”, una partita epica, unica, ma non l’unica…

Sarnano è uno splendido borgo medievale situato sui monti Sibillini, in provincia di Macerata. È abitato da poco più di 3000 anime. Come tutti i paesi dello stivale, anche Sarnano ha una squadra di calcio. La “Società Sportiva Sarnano”, attualmente disputa il campionato di Prima categoria Girone C Marche e gioca al “Mario Maurelli”, il campo sportivo del paese.

Primavera del 1944. Un sergente delle SS, il quale aveva il comando dei soldati tedeschi di stanza nel comune marchigiano, bussa alla porta di Mario Maurelli. Mario, quando vede quell’uomo davanti a casa sua, è terrorizzato, pensa al peggio. Il sergente invece è tranquillo. Il graduato teutonico è ansioso di parlare con lui. È lì per fargli una proposta molto tragicamente singolare. È venuto a conoscenza che Mario è un arbitro di calcio.

Vuole organizzare una partita tra i soldati tedeschi e i giovani di Sarnano. Le truppe sono annoiate. Hanno bisogno di svagarsi, di divertirsi. Perché non organizzare una bella partita contro gli italiani? Il problema è che di giovani a Sarnano non ce ne sono. I giovani del paese sono tutti sui monti. Sono partigiani, renitenti alla leva, disertori. Per i tedeschi sono dei criminali, fuorilegge. Tra quei giovani c’è anche il fratello di Mario, Mimmo, che ha combattuto in Grecia e Albania. Dopo l’armistizio del 8 settembre del 1943, Mimmo decide di disertare, torna a Sarnano, fugge sui monti e si unisce ai partigiani.

Mario è diffidente, teme che la partita sia una trappola per catturare suo fratello e gli altri partigiani e fuggiaschi di Sarnano. Il sergente gli garantisce che nessuno sarà arrestato. Gli garantisce che chi si presenterà alla partita per giocare, non sarà catturato e deportato.

Quella partita è meglio giocarla, altrimenti le conseguenze potrebbero essere drammatiche. Poche settimane prima, tre nazisti erano stati uccisi. I tedeschi avevano dato la caccia a Decio Filipponi, capo della banda partigiana di Piobbico, colpevole degli omicidi. Catturarono il Filipponi e lo impiccarono in pubblica piazza. Meglio giocare la partita, altrimenti ci sarebbero stati altri morti.

Mario non si fida, ma accetta la proposta del sergente e contatta Mimmo. Gli racconta della visita del sergente, della partita. Mimmo ha paura, è diffidente, ma quella partita deve essere giocata, è inevitabile. Dopo lunghe trattative, il 1° aprile del 1944, al campo sportivo dietro la chiesa di San Filippo, quella partita tra tedeschi e italiani si gioca. Lungo i bordi del campo ci sono gli abitanti di Sarnano e i soldati tedeschi.

Sarnano, cornice di un’Italia-Germania particolare

È domenica, c’è il sole. La compagine tedesca è già in campo, sta aspettando gli italiani. I giovani di Sarnano vengono giù dai monti correndo. Indossano le scarpe pesanti da montagna. Ad uno, ad uno entrano in campo. Sono giusto 11, non di più. C’è il portiere Santucci, i fratelli Moretti, Lucarelli, Grattini e Mimmo, il fratello di Mario. Mario è l’arbitro dell’incontro.

Fin dalle prime battute, i tedeschi si mostrano dei veri brocchi. Gli italiani, quella partita l’affrontano con paura. Hanno deciso di non vincere, temono eventuali rappresaglie. I tedeschi sono proprio scarsi. Pur non volendo, gli italiani vanno in vantaggio grazie ad un gol del centravanti Grattini.

Si esulta poco. All’intervallo il punteggio è di 1-0 per gli italiani. “Bisogna farli pareggiare”, con questo intento inizia il secondo tempo. Mimmo commette fallo su un avversario, un certo Kobler. Il tedesco reagisce. Mario non può che espellere entrambi. Il tempo scorre lento, ma i tedeschi non pareggiano.

A pochi minuti dalla fine, il terzino Lucarelli scivola, o meglio fa finta di scivolare. Un avversario ne approfitta e s’invola verso la porta di Santucci. È solo davanti alla porta e non può far altro che segnare. I tedeschi hanno pareggiato.

A pochi secondi dalla fine, c’è uno strano contropiede della formazione italiana. L’intera squadra, compreso il portiere, corre a più non posso dietro al pallone. Mario capisce che è ora di mettere fine alle ostilità. Fischia la fine dell’incontro. Santucci, i fratelli Moretti, Lucarelli e compagni non arrestano la corsa al fischio finale.

Continuano a correre a più non posso e si dileguano nella pancia di quei monti da cui sono venuti. Corrono verso la libertà, verso la vita. Quella partita, hanno voluto, dovuto pareggiarla. Ne hanno una ben più importante da vincere.

Mario Maurelli ha arbitrato, tra il 1945 e il 1958, 94 incontri di Serie A. È stato arbitro internazionale. Nato nel 1914, ci ha lasciato nel 2000. Il Campo sportivo di Sarnano è stato intitolato in sua memoria.

Allo stadio “Azteca” vi è una targa commemorativa che ricorda Italia-Germania 4-3, “La Partita del Secolo”.

A Sarnano, il 1° Aprile del 1944, in uno spelacchiato campo sportivo, dietro la chiesa di San Filippo, si giocò “un’altra” assurda Italia-Germania. Non valeva l’accesso ad una finale o un titolo mondiale, valeva la vita, la libertà.

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Paolo Scoglietti

"... E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il primo turno in gennaio, che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante, se ci pensi" Osservatore della realtà con un grammo di sogno essenziale, scoperto da quando scrivo di calcio inglese. Amante della sua inimitabile storia e di tutti i suoi bauli pieni di segreti.