Quando mancano i leader: Napoli e Juventus, squadre uguali e diverse

Juventus e Napoli hanno rivoluzionato le loro rose ad inizio campionato. Quando ciò accade è indispensabile trovare presto nuovi equilibri tra i giocatori, allenatore e tutto lo staff. L’inserimento dei giovani e dei giocatori nuovi, il rapporto coi tifosi durante le conferenze stampa e i momenti cruciali in partita sono episodi dove la squadra deve stringersi e prendere esempio dal giocatore più esperto e carismatico: il leader.

Se guardiamo indietro al successo di Euro 2020, ci rendiamo conto che, tra tattica e fortuna, quello che ha contribuito alla vittoria finale degli Azzurri è stata anche la figura del leader. Sirigu era il motivatore dello spogliatoio per sua stessa ammissione, andando a spronare uno ad uno i suoi compagni; Chiellini è stato invece l’esempio per i suoi in campo, con quell’aria tranquilla e seria allo stesso tempo, sia nelle interazioni tra giocatori che con gli ufficiali di gara.

Quando viene a mancare questa figura, uno spogliatoio spesso si spacca anche senza generare per forza tensioni tra compagni di squadra, perché non sempre basta l’allenatore per unire un gruppo dentro e fuori dal campo.

Dopo la sessione di calciomercato estivo, il Napoli e la Juventus si sono viste private dei loro riferimenti fondamentali: per la squadra di Spalletti sono partiti (venduti o svincolati) giocatori che avevano passato anni nella squadra partenopea, adatti quindi a trasmettere ai nuovi arrivi i valori e gli oneri di una maglia così sentita. Senza Koulibaly, Insigne, Ghoulam e Mertens, il Napoli si è trovato senza qualcuno che avesse l’esperienza o il carisma per essere un esempio. Stessa sorte per la Juventus: ceduti o svincolati Dybala, De Ligt, Chiellini, Ramsey, Morata, la Vecchia Signora si è trovata senza esponenti di quello stile Juve che spesso ha caratterizzato lo spogliatoio.

Le situazioni di partenza sembrano simili, eppure con l’andare avanti del campionato, le due squadre hanno reagito in maniera decisamente diversa. I partenopei sono riusciti a fare gruppo attorno a Spalletti e là dove manca il giocatore cardine, tutti i membri della rosa si sono impegnati per sopperire a tale mancanza. Un esempio di questa qualità è sicuramente Napoli – Liverpool al Maradona (4-1 per il Napoli). Dal punto di vista della prestazione parlano i numeri ovviamente, ma quello che ha strabiliato della partita sono stati il carattere, la determinazione e l’aggressività in ogni punto del campo.

La Juventus invece è spesso sembrata smarrita, timida, capace di sfilacciarsi alle prime difficoltà. Un esempio è la partita persa per 1 – 0 con il Monza: vedere un giocatore del calibro e con l’esperienza di Di Maria compiere una sciocchezza come la gomitata ad Izzo lascia intendere che qualcosa manchi a livello psicologico. La convinzione nei propri mezzi e in quelli nei compagni, una o più guide carismatiche e una buona autostima spesso sopperiscono quando il fisico viene meno per ragioni fisiologiche.


Allegri deve lavorare soprattutto su questo: ricordare ai propri giocatori che loro sono la Juventus, sono calciatori forti e capaci e con qualche risultato utile ottenuto con  prestazioni positive, potrebbero svoltare il momento negativo che al momento stanno attraversando.

Purtroppo queste considerazioni potrebbero non essere valide sul lungo periodo, può essere sufficiente, infatti, una serie di risultati negativi per far crollare di colpo tante certezze. La Juventus è un gruppo coeso che, con il suo allenatore, si è già trovato a dover uscire da situazioni difficili; sicuramente gli innesti di quest’anno potranno portare esperienze internazionali in grado di aiutare i più giovani a fronteggiare momenti di crisi. Per il centrocampo bisognerà attendere il rientro di Pogba per avere qualcuno che possa prendere sulle spalle il peso creativo della squadra, Di Maria ha spesso dato prova di rendere al meglio quando libero da pressioni. 

Il Napoli sta vivendo un periodo d’oro: prima in campionato, campagna acquisti ad oggi da dieci e lode. Per poter giudicare dove potrà arrivare davvero questa squadra bisognerà attendere un naturale calo fisiologico, con o senza risultati negativi: Spalletti dovrà stare attento a mantenere alta la concentrazione e a non permettere ai suoi giocatori di diventare compiacenti di quanto ottenuto. In questo senso può aiutare la fame di vittorie e risultati, in quello che può essere, complice anche i momenti no di altre squadre di vertice, un campionato da protagonista.

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Paolo Scoglietti

"... E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il primo turno in gennaio, che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante, se ci pensi" Osservatore della realtà con un grammo di sogno essenziale, scoperto da quando scrivo di calcio inglese. Amante della sua inimitabile storia e di tutti i suoi bauli pieni di segreti.