Il Marocco di Amrabat

Tra le tante sorprese dell’avvincente Mondiale di Calcio in Qatar, la più grande è sicuramente quella del Marocco.

I Leoni dell’Atlante hanno prima superato un girone di ferro composto da Belgio, Croazia e Canada, riuscendo a rimanere imbattuti e strappare il primo posto a Croazia e Belgio (quest’ultimo clamorosamente eliminato). 7 punti: 2 vittorie ed un pareggio. Questo il bottino della Nazionale marocchina nel girone di qualificazione.

Ma non finisce qui. La storia è stata riscritta ancora una volta il 6 Dicembre 2022. Una data che rimarrà senz’altro nella memoria del popolo marocchino. I leoni, infatti, sconfiggono dopo i calci di rigore la favorita Spagna di Luis Enrique guadagnando il pass per i quarti di finale.

Di questa sorprendente nazionale conoscevamo già le potenzialità di alcuni giocatori come Hakimi, Ziyeche Mazraoui, ma non tutti si aspettavano prestazioni come quelle di Amrabat.

Il numero 34 della Fiorentina ha convinto tutti disputando tutte e 4 le gare, supplementari compresi, senza perdere neanche un minuto di gioco e mostrandosi al mondo come il cuore pulsante della squadra. Posizionato centralmente davanti alla difesa nell’1-4-3-3, Sofyan ha corso e lottato su tutti i palloni senza tirar mai via la gamba, ma da vero e proprio leader oltre alla fase di interdizione, ha mostrato un’ottima attitudine alla regia, con visione e tempi di gioco perfetti che gli hanno permesso di vincere i confronti diretti con dei campioni del livello di Modric e De Bruyne.

Ma non solo: nella partita sopracitata lo hanno visto affrontare senza timori reverenziali campioni del calibro di Sergio Busquets, Pedri e Gavi, così come andare a sbarrare la strada a Morata e i colleghi dell’attacco spagnolo. Tra le 4 sfide questa è stata sicuramente quella più sacrificante che l’ha visto lavorare più in fase difensiva che offensiva. 120 minuti di raddoppi di marcatura, contrasti, pressing forsennato. Possiamo definirlo con una sola parola: instancabile!

Il suo allenatore, Walid Regragui, ha dichiarato che “dovrebbe giocare in una grande”. Il CT non è andato troppo lontano dalla verità: recentemente, infatti, si è parlato di interessamenti al centrocampista da parte di società come il Liverpool ed il Siviglia. Quello che più ci si chiede, anche alla luce delle ultime prestazioni è se Sofyan Amrabat, a 26 anni è finalmente pronto per spiccare il volo verso una grande d’Europa.

A questo risponderemo più tardi, nel frattempo proviamo a conoscerlo meglio.

Amrabat, l’identikit

  •  Nome: Sofyan
  • Cognome: Amrabat
  • Data di nascita: 21-08-1996
  • Luogo di nascita: Huizen (Paesi Bassi)
  • Altezza: 185 cm
  • Piede: Destro
  • Ruolo: CCDR  (centrocampista centrale con attitudini di difesa e regia)
  • Curiosità: il suo esordio in nazionale avviene nel 2010 con l’Under 15 olandese. Successivamente Sofyan deciderà di rappresentare la nazionale marocchina nell’Under 17 per poi arrivare in quella maggiore dal 2017 fino ai giorni nostri.

Ripercorrendo la strada fatta dal giocatore di scuola olandese, vediamo che Sofyan è cresciuto nell’Utrecht con cui ha esordito all’età di 18 anni, indossando poi per 3 stagioni la maglia biancorossa e prendendosi definitivamente il posto da titolare nella terza stagione, con 31 presenze su 34 gare.

Nel 2017 si trasferisce al Feyenoord, mentre nell’agosto del 2018 viene acquistato dal Club Bruges, con cui firma un contratto quadriennale. L’anno successivo passa al Verona con la formula del prestito con diritto di riscatto.

A Gennaio 2020 viene acquistato a titolo definitivo dalla Fiorentina, ma il giocatore rimane comunque in prestito fino al termine della stagione al Verona. Debutta con i viola il 26 settembre seguente in occasione della sconfitta per 4-3 contro l’Inter e termina l’anno totalizzando 31 presenze con i viola.

Il 14 febbraio 2022 segna il suo primo gol con la maglia della Fiorentina, contro lo Spezia, regalando i 3 punti ai viola. 15 minuti prima da un suo errore era nata l’azione che aveva portato al pareggio dello Spezia. Fortuna? Forse sì. Forse no. La partita contro i liguri la dica lunga sulla personalità e lo spirito battagliero messo in campo dal giocatore.

Ed ora a proposito, andiamo a focalizzarci su di lui nel rettangolo di gioco.

Sofyan Amrabat nel rettangolo di gioco

Sofyan è un normolineo, di medio/alta statura, ben strutturato fisicamente, molto tonico e con un’ottima armonia muscolare. Col suo peso di 84 kg è un mix di forza e velocità che lo rendono un giocatore potente, difficile da sconfiggere nel corpo a corpo.

Ha una grande forza massimale che si denota nel numero di contrasti vinti in ogni gara, ma è anche dotato di forza resistente, ovvero la capacità di protrarre lo sforzo nel tempo, a volte contrastando più volte nella stessa azione con ottimi risultati.

Oltretutto è un giocatore dotato di grande resistenza, che riesce a tenere alta l’intensità per tutto l’arco del match.

A queste grandi qualità fisico/atletiche abbina, come già detto, un’ottima qualità di palleggio: è molto bravo nella difesa della palla sia nel duello laterale che di spalle. È difficile che perda il possesso del pallone, mentre è molto facile che lo sradichi con vigore dai piedi dell’avversario. Ha un’ottima visione periferica che gli consente di trovare spesso i compagni dettando i tempi di gioco da vero top player. È abile nello stretto così come nella conduzione, specie nelle ripartenze a campo aperto. Il suo buon orientamento spazio/tempo gli permette di essere sempre ben posizionato in campo per intercettare il pallone e far ripartire la sua squadra.

Il suo ruolo naturale è quello di centrocampista centrale con attitudini di difesa e regia. All’occorrenza può essere impiegato anche da mezz’ala non disdegnando inserimenti con la palla o smarcamenti in ampiezza e in profondità.

A livello comportamentale, il suo carisma e la sua determinazione sono invidiabili, è un combattente nato e lo ha ampiamente dimostrato, soprattutto dopo le ultime prestazioni nel mondiale.

Amrabat: è pronto per giocare in una big?

Torniamo alla domanda iniziale: è pronto per una grande? C’è da fare una premessa. Non bisogna mai dimenticare che nel calcio, così come nella vita non c’è mai niente di certo.

Vivere, mangiare e dormire a Firenze è diverso rispetto a Milano, Liverpool, Manchester o Madrid.

Ma non solo: delle volte vediamo giocatori cambiare squadra nella stessa città ed avere dei rendimenti diametralmente opposti tra la prima e la seconda esperienza. Questo perché, in fin dei conti, sotto i contratti milionari, gli sponsor e tutto il resto, c’è sempre un uomo che si mette in gioco, con la sua vita in campo e fuori. Ogni società può avere l’area scouting o il direttore sportivo più preparati e competenti del pianeta, ma in qualsiasi operazione sarà sempre quella piccola percentuale di emozioni dell’essere umano a comandare.

Perciò è inutile fare proclami, diciamo semplicemente che Sofyan Amrabat ha tutte le carte in regola per stare ad alti livelli, attendendo il giudizio del campo, l’unico che non sbaglia mai.

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Paolo Scoglietti

"... E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il primo turno in gennaio, che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante, se ci pensi" Osservatore della realtà con un grammo di sogno essenziale, scoperto da quando scrivo di calcio inglese. Amante della sua inimitabile storia e di tutti i suoi bauli pieni di segreti.